Asse Mantova-Verona-Vicenza: a Schio nasce la sinergia tra Viadana, Valpolicella e RAV!

Dall’8 al 13 settembre il ritiro nell’Alto Vicentino ha battezzato un accordo storico per la crescita dei giovani e lo scambio tecnico tra Serie A Elite e territorio.

 

Una grande alleanza per il futuro della palla ovale. Il ritiro precampionato a Schio non è stato solo un test atletico, ma l’atto costitutivo di una sinergia strategica a tre teste tra il Rugby Viadana 1970, il Valpolicella Rugby e i padroni di casa del Rugby Alto Vicentino (RAV). Quattro giorni intensi, dall’8 al 13 settembre, che hanno trasformato le strutture scledensi nel laboratorio di un progetto mirato a unire le forze tra l’élite del rugby italiano e la base formativa del territorio veneto.

 

La sinergia si è aperta sul campo con una staffetta tecnica di altissimo livello. I primi a calpestare l’erba scledense sono stati i leoni gialloneri del Viadana, reduci dai vertici della Serie A Elite, pronti a impostare il ritmo della preparazione. Ha seguito poi il Valpolicella, storica e solida realtà di Serie A, completando un blocco di lavoro che ha visto il RAV nel ruolo cruciale di partner logistico e accogliente club ospitante.

 

Questo accordo ha puntato a creare un corridoio preferenziale per la crescita dei talenti, lo scambio di competenze tra staff tecnici e lo sviluppo delle strutture giovanili. Per il RAV si è trattata di una straordinaria opportunità per legare il proprio nome a due brand di riferimento del rugby del Nord-Italia, offrendo ai propri tesserati e agli appassionati locali la possibilità di vivere quattro giorni a stretto contatto con professionisti e atleti di caratura nazionale. Schio è diventata così il centro gravitazionale di un nuovo modo di fare rete nello sport.

 

Ma sentiamo dalla viva voce dei principali protagonisti il loro pensiero. Ecco Ulisse Gamboa, Direttore Sportivo del Viadana.

 

Questo ritiro dall’8 all’11 settembre ha rappresentato anche l’inizio di una collaborazione con Valpolicella e RAV. Quali sono stati i pilastri strategici di questo accordo?

 

Non si è trattato di un accordo politico, ma di una collaborazione tecnica e sportiva. L’obiettivo è stato creare una rete tra società, condividere esperienze e soprattutto dare ai giovani nuove motivazioni.
Il rugby italiano sta attraversando un momento delicato e alcune società sono in difficoltà. Collaborare con realtà come Valpolicella e RAV ha significato offrire ai ragazzi un percorso di crescita, stimolandoli a continuare a credere nello sport e a puntare a livelli sempre più importanti.

 

Come si è concretizzata la collaborazione tra Viadana, Valpolicella e RAV?

 

La parola chiave è stata condivisione: delle informazioni, delle esperienze e della formazione di tecnici e giocatori. Viadana ha messo a disposizione la propria esperienza, mentre Valpolicella e RAV hanno portato il loro entusiasmo e il loro modo di lavorare. In particolare, mi ha colpito la grande voglia di crescere e di mettersi in gioco del RAV e del suo Presidente.
L’obiettivo non era insegnare agli altri, ma crescere insieme, dimostrando che anche società di province e categorie diverse possono collaborare e creare nuove opportunità per il rugby italiano.

 

Ed ora due domande anche al Direttore Tecnico e Capo Allenatore Seniores del Valpolicella.

 

Coach, aprire questi quattro giorni di lavoro a Schio facendo parte di un progetto condiviso con Valpolicella e RAV ha cambiato lo spirito del ritiro? Che tipo di interazione c’è stata sul campo tra i vari staff tecnici?

 

L’idea è stata di collaborare a 360 gradi. Il rugby è uno sport poco praticato in Italia e penso che questo debba spingerci a collaborare il più possibile tra club, facendo rete.

Ogni club ha portato qualcosa di utile alla collaborazione: abbiamo condiviso le nostre idee con la curiosità di ascoltare anche quelle degli altri. Questo è stato lo spirito con cui siamo venuti al ritiro.

 

Dal punto di vista fisico e tattico, come avete strutturato i carichi di lavoro in questi quattro giorni per sfruttare al meglio le strutture del RAV?

 

Il ritiro si è rivelato un ottimo momento sia per la coesione operativa — abbiamo dedicato tempo prezioso all’apprendimento del nostro sistema di gioco — sia per la coesione sociale: come ogni anno, l’inizio della stagione è stato un momento fondamentale per costruire relazioni tra i giocatori della passata stagione e i nuovi arrivi.

Abbiamo alternato attività in campo al mattino e momenti di team building al pomeriggio.

 

Grazie a tutti e Forza Viadana, Forza Valpolicella e Forza RAV.
Giuseppe Amura

 

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