Il caldo aveva piegato l’orizzonte e l’asfalto trasudava lentamente sotto il sole d’estate.
Schio, in giornate così, sembra rallentare ma è sufficiente che una cromatura intercetti i raggi del sole perché si riaccenda il proiettore della memoria.
Per quattro giorni Schio ha vissuto proprio questo stato di sospensione.
Mentre nei luoghi dove si è sviluppato l’International Scledum Film Festival si susseguivano incontri e conferenze dedicati alla settima arte, all’esterno erano le automobili dell’Historic Club Schio a raccontare un’altra storia, fatta di motori, carrozzerie, caldi abitacoli, ma soprattutto di emozioni.
Alcune vetture, proprio come i grandi attori, non hanno mai smesso di interpretare il loro ruolo, tant’è vero che, con la regia di Dennis Dellai, hanno fatto da sfondo nei film “Ottocento giorni” e “Carpediem”.
Ma, in altre pellicole, le vetture sono state indiscusse protagoniste e non solamente delle comparse nella storia del grande schermo: ricordiamo “Il sorpasso”, “Ritorno dal futuro”, “Drive my car” o i film di James Bond con l’immancabile Aston Martin.
Della quattro giorni del club al festival, indubbiamente Il momento più emozionante è arrivato nel sabato pomeriggio. A molti è parso che qualcuno avesse preso tra le mani una vecchia bobina cinematografica e l’avesse lentamente riavvolta, in un turbinare di fotogrammi che uscivano dallo schermo per ritornare sulla strada.
Ad aprire la sfilata è stato l’attore Mark Grosy a bordo di una splendida MG TF. Dietro di lui prendeva vita un viaggio nella memoria: la Jaguar E-Type ritrovava l’eleganza senza tempo di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany; la MGA quella di Grace Kelly in Caccia al ladro; la Cadillac il fascino di Marilyn Monroe in Quando la moglie è in vacanza; la Ford V8 l’intensità di Rita Hayworth in Gilda; la Jaguar XK 140 riportava alla mente Olivia Newton-John e l’atmosfera di Grease.
Le modelle, indossando gli abiti ispirati ai grandi film, non interpretavano semplicemente quei personaggi: li evocavano, restituendo al pubblico l’illusione che il cinema avesse lasciato la sala per tornare a vivere tra le vie di Schio e Santorso.
Per qualche ora è sembrato di assistere ad una rediviva “Rosa purpurea del Cairo”: questa volta, però, a uscire dalla pellicola non erano gli attori, ma le automobili, gli abiti e le sorridenti modelle.
È proprio questo il senso della collaborazione, giunta al secondo anno, tra l’Historic Club Schio e l’International Scledum Film Festival. Un progetto che nasce dalla convinzione che il cinema e l’automobile abbiano condiviso molto più di un secolo di storia: hanno alimentato sogni, raccontato un’epoca e contribuito, insieme, a costruire l’immaginario collettivo di intere generazioni.
Le automobili sono parte della storia del cinema tanto quanto gli attori che le hanno guidate.
D’altronde il “drive in” è il cinema nell’automobile, quale migliore anello di congiunzione?
Per questo riportare oggi le vetture sulle strade, nel loro incantevole splendore, non rappresenta soltanto conservare un patrimonio meccanico: significa permettere al cinema di uscire ancora una volta dallo schermo e continuare il suo viaggio.
Le attrici affidavano il loro talento, la capacità di entrare nel cuore degli spettatori e la loro giovinezza alla pellicola.
Le automobili, invece, affidano la propria anima alla passione di uomini e donne che scelgono di custodirle. Ogni restauro, ogni chilometro percorso, ogni esposizione rappresenta un piccolo gesto d’amore verso una storia che merita di continuare.
E forse è stato questo il significato più autentico della presenza dell’Historic Club Schio al Festival.
Non soltanto esporre vetture straordinarie, ma condividere una memoria che i soci del Club hanno scelto ancora una volta di mettere a disposizione della città con generosità ed entusiasmo.
Perché conservare un’automobile non significa soltanto preservare un oggetto.
Significa custodire una storia che torna a percorrere le strade mentre il cinema non rimane chiuso dentro una sala, semplicemente entrambi continuano il loro fantastico viaggio.
Ed è stato questo il messaggio di ringraziamento che ha voluto lasciare il club nel corso della serata conclusiva di domenica nell’anfiteatro del Palazzo Toaldi-Capra, presenti gli attori Valeria Golino e Mark Grosy, accolto con particolare partecipazione dal pubblico.
Appuntamento tra un anno.
Informazioni su:
www.historic.it






