Si sono contati 7.200 partecipanti alla 53esima edizione che ha visto una grande adesione di famiglie con bambini
Una lunga scia di persone tra i sentieri e le colline di Magrè, accompagnata dal giallo delle primule e dal sole di una giornata primaverile. La 53esima edizione ha richiamato domenica 7.200 partecipanti, con un aumento del 10 per cento rispetto allo scorso anno, confermandosi uno degli appuntamenti più attesi della stagione.
Fin dalle prime ore del mattino gruppi di amici, famiglie e camminatori si sono ritrovati alla partenza per affrontare i percorsi in compagnia. «Il sole ci ha accompagnato per tutta la giornata e ha permesso a molte persone di partecipare e condividere la marcia – commenta Flaviano Dalla Fina, uno degli organizzatori storici – c’erano tantissimi bambini e all’arrivo, al Circolo, c’era davvero tanta gente che si è fermata fino a sera».
Come da tradizione la marcia ha attirato partecipanti di ogni età: sportivi, famiglie, gruppi di amici e numerosi camminatori provenienti da diversi centri della provincia. Non sono mancati nemmeno partecipanti con disabilità che hanno potuto affrontare un percorso pensato per consentire a tutti di vivere la giornata.
Tra i presenti anche il sindaco Cristina Marigo, l’ex sindaco Walter Orsi e il presidente della Provincia Andrea Nardin. Curiosa anche la presenza di due suore della Clausura, tra cui la madre superiora Daniela. «Ha voluto vedere la marcia e apprezzare il percorso», racconta Dalla Fina.
A rendere possibile l’evento è stata una macchina organizzativa composta da circa 150 volontari, impegnati lungo i tracciati, nei ristori e nelle attività logistiche. «Abbiamo avuto anche un bel gruppo di giovani che ha dato una mano sia ai ristori sia lungo il percorso – spiega l’organizzatore – e questo ci fa ben sperare per il futuro, perché organizzare iniziative come questa richiede sempre molto impegno».
Ma il valore della marcia delle Primule va oltre l’aspetto sportivo. «Quando si vedono così tante famiglie partecipare è difficile chiedere di più – conclude Dalla Fina – è un momento di socializzazione che oggi spesso manca. I telefonini a volte creano distanza, mentre giornate come questa permettono alle persone di ritrovarsi, parlare e stare insieme».




